“Ex Caserma Gherzi” – Novara

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Maggio 2017 – Krea Costruzioni conclude i lavori, di restauro e di riqualifica di una delle opere pubbliche più importanti della città di Novara, l’edificio della “Ex Caserma Gherzi”, trasformata nella nuova sede dell’Ufficio Provinciale dell’Agenzia del Territorio e del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato.

L’intero complesso immobiliare, “Ex Ospedale Militare – Caserma Gherzi”, sito in Viale Curatore, è costituito da una vasta area comprendente più edifici, tra i quali il fabbricato principale della Caserma. Questa, resa indipendente dall’edificio dell’“Ex Ospedale Militare”, con la demolizione del porticato di collegamento, è stata riportata allo splendore originale, grazie ad interventi di recupero e valorizzazione, nonché all’adeguamento dell’impianto alle esigenze moderne.

L’edificio della Caserma presenta un complesso impianto ottocentesco, di notevole pregio architettonico, composto da un corpo centrale a tre piani fuori terra e due corpi laterali a due piani fuori terra oltre ad un piano di scantinato. Il fronte principale rimanda ad esempi di architettura, l’elegante portale ligneo incorniciato da colonne in granito a sostegno del soprastante balcone sono elementi riconducibili al lessico militare.

La Caserma Gherzi, insieme alle vicine caserme Passalacqua e Cavalli, è stata inclusa nell’Accordo di Programma sottoscritto tra l’Agenzia del Demanio e la Città di Novara, volto alla valorizzazione urbanistica di questo ampio comparto urbano, divenendo così uno dei primi esempi nazionali di Federal Building.

GLI INTERVENTI

Il recupero dell’“Ex Caserma Gherzi” ha tenuto conto di due direttrici fondamentali: il restauro della struttura ed il cambio di destinazione d’uso dell’edificio.

In fase preliminare è stata effettuata una verifica di sicurezza statica e vulnerabilità sismica della struttura, con l’individuazione di eventuali carenze statiche, per poter scegliere gli interventi di adeguamento più idonei.
Tale studio ha evidenziato alcuni importanti deficit strutturali sia delle fondazioni che dei solai, in previsione anche dei nuovi carichi dovuti alla diversa destinazione del complesso.

Oltre ai previsti interventi di rifacimento della copertura, mediante l’intervento di incapsulamento e rimozione delle lastre di amianto, e la successiva ricostruzione con una nuova struttura in legno lamellare, gli interventi più importanti hanno riguardato il consolidamento delle fondazioni, la demolizione e rifacimento dei solaio posto al piano terra, ed il consolidamento dei solai ai piani superiori, mediante realizzazione di travi reticolari in calcestruzzo gettato in opera e travi di acciaio, con lo scopo di ridurre la larghezza delle campate dei solai esistenti.

A seguito della rimozione dei solai e della demolizione dei tramezzi, al fine della ridistribuzione degli spazi comuni, la scelta progettuale volta alla riduzione dei carichi e a favore di una maggiore sicurezza statica dell’intero complesso, ha comportato la scelta di eseguire strutture leggere, e modulabili.

A tale scopo sono state realizzate delle tramezzature non portanti in cartongesso, coibentati termicamente ed acusticamente, atte anche ad un miglioramento funzionale degli ambienti di lavoro.

Le murature esterne, sottoposte a tutela, sono state portate al grezzo, mediante asportazione dell’intonaco ammalorato. Le modanature e le strutture in aggetto in cemento, quali cornicioni, soglie ed imposte delle finestre, sono state pulite con idrolavaggio a bassa pressione, consolidate e ove mancanti o ammalorate, ricostruite. Tali lavorazioni sono state effettuate seguendo le indicazioni della soprintendenza.

Per quanto riguarda l’efficientamento energetico, sempre nel rispetto dell’immobile sottoposto a tutela, gli interventi sono stati eseguiti dall’interno, infatti sulle murature perimetrali è stato realizzato un “rivestimento a cappotto” interno in ottemperanza alla normativa in materia di risparmio energetico.

I serramenti, porte e finestre, sono stati in parte sostituiti, ed in parte, quelli di maggior pregio, rimossi, restaurati e ricollocati.

Il piano interrato, oltre agli interventi previsti per il consolidamento delle fondazioni, mediante abbassamento del piano interno e realizzazione di travi passanti in cemento armato, ha visto la realizzazione di un vespaio areato e di un’intercapedine esterna avente funzione di areazione delle murature. I locali interrati sono stati predisposti per contenere un maxi archivio, con particolare riguardo all’istallazione di un innovativo impianto antincendio.

Tutti gli impianti, sia elettrici che idro-termo-sanitari sono stati rimossi e ricostituiti ex-novo

Inoltre l’edificio è stato dotato di due scale d’emergenza, in corrispondenza delle testate del complesso. Le scale sono state nascoste da due setti in cemento armato, costituiti in continuità con le modanature dell’edificio.

IL POLICROMO DI FIUME

GHERZI_NEWS_10All’intero di una sala del piano terra si trova un prestigioso bassorlievo in gesso policromo dell’artista siciliano Salvatore Fiume, importante testimonianza del dramma vissuto nell’ultimo conflitto mondiale.
Salvatore Fiume nel giugno 1942 venne ricoverato, su ordine del Maggiore Lachelli, presso la caserma Gherzi, allora Ospedale Militare, ed è qui che nei giorni della sua convalescenza, realizza il bassorilievo rappresentante un’allegoria del servizio sanitario militare. L’opera, di quasi 3 metri per 4, gli fu commissionata dal medico Luigi Vergelli, che insieme a Lachelli è rappresentato nel bassorilievo. In questi anni pochissime persone hanno avuto la possibilità di ammirarlo, ma oggi è stato finalmente reso a disposizione del pubblico.