Lavori di restauro, risanamento conservativo e adeguamento sismico “Casa Zeccherj”

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Committente:
Arch. Anna Maria Iannini – Dott.ssa Augusta Iannini

L’intervento ha riguardato un palazzetto, databile, per la presenza di elementi architettonici di pregio, al secolo XV e conosciuto come “Casa Zeccherj”. L’ edificio, sottoposto a tutela monumentale, è stato “profondamente devastato” dal sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito la città dell’Aquila. La struttura prevalente è in muratura portante di pietrame non listato, costituita da pietre di pezzame vario, per dimensioni e qualità, legate da malta incoerente. In qualche raro caso si rileva la presenza di fodere in mattoni e , per alcuni tratti , di pietrame a conci regolari. Gli orizzontamenti presenti sono attuati con diverse tecnologie e materiali che vanno da solai in legno a quelli in ferro e laterizio riconducibili ad una serie di trasformazioni e demolizioni avvenute nell’arco di circa cinque secoli. Di particolare interesse sono al piano terra le volte, anch’esse di diverse tipologie (a botte, a crociera e a padiglione) con mattoni posti a coltello e in piano con inserti a spina di pesce. Pregiata e inusuale è la volta “a schifo” lunettata.

Rigenerazione delle murature

Seguendo le indicazioni progettuali della Direzione Lavori, si è provveduto dapprima, alla rimozione completa dell’intonaco esistente per evidenziare le zone con lesioni, concentrate o diffuse, al fine di ripararle con la tecnica costruttiva a cuci e scuci. Successivamente, su tutti i paramenti murari, previa chiusura superficiale eseguita con uno strato di rinzaffo, si è passati alla rigenerazione del legante, per la cicatrizzazione dei vuoti, per mezzo di iniezioni di malta a stabilità volumetrica a base di calce idraulica.

Precompressione dei muri

Sono state poste in opera barre filettate di precompressione orizzontale per una lunghezza totale di 302 mt. Per evitare di arrecare danno agli elementi di pregio architettonico le scasse nei muri per l’alloggiamento dei capochiave sono state fatte negli sguinci delle finestre e/o porte, sfruttando la circostanza che le barre sono collocate nel piano medio dei muri. Questo fatto ha escluso l’ interferenza con le imbotti di pietra. I capochiave sono appoggiati su cuscinetti di malta tixotropica e i perfori delle barre non sono stati iniettati, non essendo rischioso il loro permanere isolato. Tutte le barre sono state tesate con una forza pari a 13800 kg; operativamente ciò significa una coppia di serraggio pari a 130 Nxm.

Consolidamento delle volte

Previo puntellamento, tutte le volte dell’edificio sono state alleggerite mediante demolizione di pavimenti e massetti e svuotamento del materiale di riempimento. Portata alla luce la superficie muraria sono state sigillate le lesioni e sostituite con il magistero dello scuci e cuci le porzioni ammalorate. Dopo la formazione dei cuscinetti realizzati con malta tixotropica sono state apposte le fasce monodirezionali in fibra di carbonio ad impregnazione di resina epossidica. Una volta riempita la volta con materiale leggero e attesa la maturazione dello stesso si è provveduto a rimuovere il puntellamento e ad apporre le fibre anche all’intradosso così come indicato dagli elaborati progettuali.

Diaframmi rigidi di piano

Per quanto riguarda il consolidamento dei muri ai solai, l’intervento ha previsto la costruzione di due orizzontamenti rigidi in acciaio di diversa fattura.

Per il primo orizzontamento, che separa il piano terra dal 1° piano, è stata realizzata una cornice orizzontale continua in profilati metallici, fissata ai muri di ogni vano mediante barre di acciaio filettate imperniate ai muri, alloggiandole entro perfori e sigillandole con resina epossidica; a tale cornice sono stati saldati i travetti metallici dei solai e la rete elettrosaldata della soletta di completamento di questo sistema di solai.

Per quanto riguarda il secondo orizzontamento, nella parte coperta a tetto, si è realizzata la stessa struttura (cornice e travetti metallici) priva peraltro della soletta di completamento in cls.

Sia al 1° livello che al 2°, i perni di fissaggio della cornice e le catene sono collegati ad un nastro di acciaio, alloggiato nello spessore dell’intonaco delle facciate ed in opportune cavità longitudinali che sono state realizzate negli spessori di rinfianco di volte e volticine. I perni delle cornici sono stati ottenuti imprigionando barre di acciaio all’interno di perfori sigillati con saturazione per mezzo di iniezioni di resina epossidica, richiedendo il progetto la durezza richiesta al “ tubo rigido”, formato dall’impasto della barra e del collante che la circonda.